Ipertrofia dei Turbinati e difficoltà respiratoria nasale

I TURBINATI NASALI - I CANALI DI CONDIZIONAMENTO DEL NASO

 

A cura del Dr. Antonio Trichini, Otorinolaringoiatra a Bologna e Carpi (MO)

 

 

Il naso svolge l'importante funzione di primo contatto con l'aria inspirata, che contiene spesso pollini, materiale corpuscolato, microbi e sostanze nocive. Ha quindi l'importante funzione di filtrare, di riscaldare ed umidificare l'aria prima che arrivi alle vie aeree inferiori. Quindi una ipertrofia moderata e transitoria dei turbinati è da considerarsi fisiologica.

I problemi insorgono quando tale ipertrofia si prolunga nel tempo e da lieve-moderata, diventa ostruttiva, innescando una serie di problematiche quali ostruzione nasale mono o bilaterale, iposmia (riduzione dell'olfatto), alitosi, secrezioni di muco dal naso verso la gola, tipico dolore alla radice del naso, rinorrea, cefalea e possibile russamento notturno, faringiti, otiti siromucose etc

.

Principali meccanismi che causano ipertrofia dei turbinati

 

 La rinite allergica:

 Caratterizzata dalla sensibilizzazione della mucosa nasale ai comuni inalanti quali i pollini, pelo del cane o del gatto, alle muffe, agli acari della polvere. Tale sensibilizzazione porta ad una eccessiva ipertrofia dei turbinati, oltre agli starnuti, prurito, rinorrea ecc. In base all'entità e al tipo di allergene possiamo avere una Ipertrofia stagionale o una Ipertrofia perenne.

 

La rinite vasomotoria semplice:

Si presenta quando la mucosa nasale si sensibilizza e risponde a stimoli aspecifici, quali freddo, caldo, sole, e provoca liberazione di istamina nei turbinati inferiori che quindi si ipertrofizzano.

 

La NARES:

Ovvero Rinite non allergica eosinofila, può insorgere a qualsiasi età e i sintomi sono simili alle forme vasomotorie allergiche e non allergiche. Predispone alla sinusite e alla poliposi nasale in percentuale maggiore rispetto alla rinite allergica. Si diagnostica con l'esame citologico nasale.

 

 

 I sintomi e le complicanze più comuni sono:

 

- Ostruzione nasale, più accentuata in posizione supina e durante il sonno

- Alternanza della ostruzione nasale (anche in base alla posizione del capo)

- Aumentata produzione di muco e catarro

- Frequenti mal di testa

- Predisposizione alla roncopatia

- Starnuti frequenti

- Frequenti raffreddori che durano a lungo

- Apnee notturne

- Riduzione dell'olfatto

- Polipi nasali

- Sinusite cronica

- Ovattamento dell’orecchio e diminuzione della capacità uditiva

- Otite ricorrente

- Tosse secca e stizzosa

- Asma bronchiale

- Abuso e dipendenza dall’uso di spray decongestionanti

 

La diagnosi di ipertrofia dei turbinati va fatta dallo specialista otorinolaringoiatra, associando alla classica visita:

  •  la Rinofibrolaringoscopia

  •  Il Prick Test per inalanti ed alimenti

  •  L'esame Citologico nasale

  •  La Rinomanometria

 Ed eventualmente una TAC per lo studio delle complicanze dell'ostruzione nasale prolungata ( poliposi, sinusite)

 

 

TERAPIA

 

Ultimata la diagnostica, si decide se intraprendere una terapia medica o, come nella maggior parte dei casi, una terapia chirurgica mediante Radiofrequenza Pulsata e Laser Co2.

Per esperienza personale metto in uso entrambe le metodiche, con maggiore utilizzo dell'una o dell'altra in base alla caratteristica del turbinato e alla presenza o meno di speroni cartilaginei o deviazioni del setto nasale.

 

Il Laser

 

La radiazione luminosa emessa dal laser interagisce in modo molto particolare con i tessuti del nostro corpo. L'energia del Laser è assorbita dai tessuti e trasformata in calore; si genera così una coagulazione delle proteine tissutali, che determina una cicatrizzazione dei vasi sanguigni ed una vaporizzazione dell'acqua intra ed extra cellulare. Il processo genera una distruzione del tessuto, ma le conseguenze sono sensibilmente inferiori a quelle provocate da altre manovre chirurgiche. Per questo motivo la cicatrizzazione avviene in tempi più brevi ed in modo del tutto affidabile; i minori danni al tessuto creano minor dolore e non esistono praticamente fenomeni emorragici. Il decorso post-operatorio del paziente che si sottopone ad interventi di Laser chirurgia è, quindi, decisamente più agevole rispetto a quello di interventi eseguiti con altre metodologie.

 

La Radiofrequenza Pulsata

 

Viene eseguita mediante una pinza bipolare che entrando nella sottomucosa del turbinato ne causa la "vaporizzazione". A differenza della Radiofrequenza tradizionale, non causa eccessivo riscaldamento perchè utilizza alte temperature in modo pulsato. Quindi si ha un effetto coagulante associato ad un effetto decongestionante. Con questa metodica non c'è assolutamente necessità di utilizzare tamponi nasali. I tempi di cicatrizzazione sono più veloci e la durata nel tempo maggiore.

 

 

APPROCCIO FARMACOLOGICO E CHIRURGICO

 

La terapia di prima scelta per l'ipertrofia dei turbinati e' sicuramente farmacologica, anche se in molti casi, l'insuccesso di tale terapia porta alla decongestione chirurgica con Radiofrequenze o Laser Co2. Oggi la decongestione chirurgica dei turbinati può essere facilmente eseguita ambulatorialmente, in anestesia locale, senza dolore, senza tamponi nasali e subito dopo l'intervento il paziente può tranquillamente riprendere le normali attività quotidiane.

 

 Terapia farmacologica della rinite vasomotoria semplice o allergica:

  

- Spray nasali a base di cortisone (per cicli di due o tre settimane perché l'uso eccessivo può portare a sanguinamenti, secchezza nasale ed assottigliamento della mucosa respiratoria)

- Antistaminico per via sistemica in compresse

- Terapia inalatoria in ambiente termale.

- Lavaggi nasali con soluzioni saline.

- Spray decongestionanti per brevi periodi perché l'abuso porta alla perdita dell'elasticità dei corpi cavernosi dei turbinati e alla rinite medicamentosa.

 

 

Decongestione chirurgica dei turbinati con

Radiofrequenza pulsata e Laser Co2:

 

 

L’intervento ai turbinati inferiori nasali con radiofrequenza pulsata e laser è una procedura ambulatoriale:

- si esegue sempre con il supporto di un anestesista che monitorizza e assiste il paziente durante tutta la fase dell'intervento.

- tramite spray o pomata si effettua l'anestesia locale inibendo la sensibilità solo della porzione interna del naso. In pazienti più sensibili effettuo una infiltrazione di anestetico nella sottomucosa del turbinato 

Si procede alla decongestione della testa, del corpo e della coda del turbinato inferiore e di eventuali speroni cartilaginei che causano ostacolo al flusso respiratorio.

Non vengono applicati tamponi nasali perché la tecnica e' priva di sanguinamento.

E' una metodica indolore, ripetibile a distanza di anni e rispetta le funzioni della mucosa nasale.

Dopo l'intervento possono formarsi piccole croste che saranno poi rimosse a cicatrizzazione ultimata dallo specialista otorinolaringoiatra.  Da quel momento in poi si noterà un netto miglioramento della respirazione con un flusso respiratorio omogeneo e continuativo.

 

 

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